giovedì, 03 luglio 2008
Jack, Michelle, Sesso e Violenza. ~ 12:31
Sono distrutta lacerata dentro, penso a dimagrire, penso a farmi male, ho strane fantasie che mi occupano la mente.
E' da stamattina che incombe il me il pensiero di sesso sadico, il desiderio di sofferenza (altrui) mista al mio piacere.Sogno di essere in una casa, una casa semibuia, con un enorme camera da letto dalle pareti rosse il letto nero.
Candele, non lampade.
Una ragazza, una qualsiasi ragazza è nuda. Nuda nel letto, imbavagliata, ammanettata, legata ferma a questo letto nero.
Una ragazza bella dalla pelle candida, che chiamerò Michelle. Anche se non la conosco.
E ci sono io. Con un coltello in mano, con la faccia di una stronzetta, alla ricerca qualcosa di forte. Un coltello affilato, nelle mie mani.
E c'è un ragazzo, non un ragazzo a caso, c'è lui. Lui. Colui che ho amato, colui che è malvagio ma adorabile nello stesso momento, colui che cerca di essere quella creatura demoniaca, e forse ci riesce ai miei occhi.
Col suo sorisetto arrogante. Lo chiamerò Jack.
Michelle è nel letto, nuda, col terrore negli occhi. Io mi avvicino a lei, le punto il coltello al petto, e faccio un taglio.
Si sento i gemiti di Michelle, vedo le lacrime uscire da quei occhi, e mi sta sicuro supplicando di smetterla, ma io ho solo dato il via.
Il sangue le cola sul petto, lei si dimena, ma è legata, non può fare niente, e io la fermo, e lecco quel sangue dalla sua pelle. Jack è eccitato, mi sfiora i capelli, mi chiede di continuare mentre mi bacia il collo e la schiena.
Prendo michelle per i capelli, le mordo il viso, le mordo il collo, la pelle, e la lancio più in là nel letto, mentre la sento che trema.
Prendo di nuovo il mio coltello e con ciò sfioro la sua pelle, sfioro la pancia, le gambe, e poi torno su, per farle un altro taglio sulla gola.
La prendo per i capelli, avvicino il suo collo alla mia bocca, e succhio il sangue, Michelle si dimena, e la lascio cadere.
Le dò uno schiaffo su quel bel viso, e mentre è sdraiata stringo la sua carne fra le mie dita, le sue cosce, e le fraffio, le graffio anche la schiena, la pancia.
Mentre la graffio Jack è sempre più eccicato e inizia a spogliarmi, accarezzandomi con forza tutto il corpo.
Io prendo di nuovo la testa di Michelle, Stringo i suoi capelli e la porto vicino al mio ventre, e col coltello le faccio un altra incisione sempre ul petto.
Pulisco il sangue dalla ragazza con le mie mani, e lo spalmo su Jack, e lo lecco via.
Aviccino MIchelle a Jack, faccio un taglio deciso e la ragzza schizza sangue su Jack, e lo lecco via di nuovo.
Jack mi prende per i fianchi, e mentre mordo MIchelle, stringo la sua carne mista a sangue tra i miei denti e la tiro per i capelli, Jack mi penetra con forza, mi scopa su quel letto nero insaguinato dalla povera innocente.
Michelle piange, vorrebbe farla finita con la tortura. Ma mentre io sono piegata in ginocchio sul letto a stagliuzzarla e sporcarmi col suo sangue, Jack mi penetra sempre più forte, stringendomi forte il corpo.
Quando Jack sta per venire Michelle geme e piange, io sono rossa del suo sangue, che mi cola dalla bocca sul collo e petto, e mentre Jack eiacula me lo lecca via.
Spingo giù dal letto Michelle, do qualche calcio al suo corpo tagliato e sanguinante.
Porto il suo corpop in bagno, e poi, come in Hostel 2.
Appendoil suo corpo sopra la vasca, dove entriamo io e Jack. E mentre Jack mi scop, e l'acqua scorre, la stagluzzo, e il suo sangue ci cade adosso, pioggia porporea.
E si chiude qui il sipario.
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mercoledì, 25 giugno 2008
Io e Janie e i Sex Pistols ~ 15:39
Oggi è mercoledì, ma è un'informazione poco rilevante, da quando ho ricominciato ad andare a scuola, a causa di 8 materie sotto e quindi consecutivi recuperi da svolgere, e svegliarsi alle 7, a fine giugno, per stare a scuola fino alle 14, quando il caldo potrebbe friggere un intera colazione tipica inglese, è veramente mostruoso.
Venerdì sono stata all'Heieneken Jammin' Festival, decisione presa in accordo alla mia amica Janie la sera prima alle ore 21.30.
Eravamo io e Janie, partenza alle 10, in autostrada verso Mestre.
Arrivate alle ore 13.20, dobbiamo attendere le 16, che poi son diventate quasi le 18, il mio biglietto.
Il clima era disgustosamente caldo, 35 gradi all'ombra, il che ha urtato particolarmente le nostre candide pelli.
Dopo bestemmie per il prezzo troppo elevato degli alimenti offerti dalle baracchine fuoristanti, birre regalate perchè non si potevano portare dentro, maniaci, classificamento dei vari sfigato che avevan deciso di condividere con noi l'evento, accenti forti e marcati e tanto sudore, entriamo.
Primo gruppo che abbiamo il piacere di vedere: Linea 77.
La situazione è drammatica.
Il pogo ci uccideva, il caldo ci arrostiva il cervello, i cessi chimici vibravano.
Dopo la decisione di rimanere in reggiseno, ecco il boom dei maniaci.
Dopo i Linea, ecco Iggy.
E devo dire, dall'iguana mi aspettavo di più.
Dopo Iggy, decidiamo che possiamo volentieri perderci i Queens Of The Stoneage, e decidiamo di crepare sul prato, col risultato che mi son ritrovata tutto il parco S. Giuliano nel reggiseno.
Dopo Iggy, i Sex Pistols.
E non ho parole per descrivere l'avvenimento.
Quando io e Janie, abbiamo collegato che su quel palco c'era quel Johnny Rotten, sono stati urli, sono state lacrime.
"Ma quello è Johnny Rotten, porco dio!". Eravamo io, Janie e l'Heineken Jammin' Festival.
Eravamo io e Janie, pressate tra la folla come i lego, a cantare Nevermind The Bollocks dalla prima all'ultima canzone, eravamo noi e il nostro sogno.
E non ci importa quello che dicono tutti, che tanto ormai non son più quelli di una volta.
Io ho cantato "no future" guardando Johny Rotten, io e Janie abbiamo visto la più grossa e grassa testina di cazzo strafottente minchiosa e mitica della storia.
E poi, torniamo a Faenza, con la vita di sempre, dopo che un triestino mi ha sniffato i capelli, dopo che uno mi ha lasciato una dedica d'amore, dopo che son state scattate foto di me e del mio petto.
Dopo aver visto Johnny Rotten, in tutto il suo disgusto.
giovedì, 19 giugno 2008
La troia e il poverino ~ 15:17
Il posto in cui vivo, non è proprio il massimo. Siamo attorniati di piccoli paeselli, che vedono in questa cosidetta "città" il trefftpunkt, il luogo delle meraviglie, solo perchè mentre questi paeselli hanno 2 mila abitanti circa, noi ne abbiamo ben 55 mila circa.
Ma ciò non toglie che questo sia un posto morto, sopratutto per i giovani, e che tra queste 55 mila persone, c'è ancora chi riesce a sentirsi terribilmente solo.
Fra 26 minuti arriva la mia migliore amica, che chiamerò d'ora in poi con il nominativo di Janie, non son ben perchè.
Il pranzo l'ho già vomitato, piegata con mal di schiena e mal di gola, a buttare via quel nemico, tutto fuori, fino all'ultimo goccio di vomito proveniente direttamente dalle mie viscere.
La pillola l'ho già presa, per evitare ingravidamento nel qual caso abbia raporti sessuali in questi giorni, cosa che fra l'altro spero vivamente, in quanto ormai fa più sesso la Maria Vergine e l'Arcangelo Gabriele di me.
Io e Janie ci conosciamo da sicuro più di due anni, e ne abbiamo passate tante, dio solo sa quante.
Son cambiate le persone che avevamo attorno, le situazioni, noi individualmente, ma alla fine io e lei ci siamo sempre, sempre assieme.
Janie ha da poco chiuso con una relazione, di cui lei si è dichiarata persa, mentre lui alquanto me ne freghista al riguardo.
Lo stronzetto in questione lo chiamerò William.
William era un amico della mia ultima fiamma, che chiamerò Bob. Io lasciai Bob poco dopo il nostro "metterci assieme", a lui dissi perchè cominciavo a sentire il mio ex, che in parte era anche vero, e non volevo vedere più persone contemporaneamente.
In realtà lui mi aveva semplicemente stufato, era assillante, era un cazzo di maniaco sessuale, era brutto. Ma questo non gliel'ho detto, se no sarei passata per la troietta di ruolo.
William è stato con Janie quando io stavo con Bob, ma William ha lasciato Janie quando ormai io Bob l'avevo anche dimenticato tra la lista dei ex.
La motivazione che diede William fu futile, alla fine ha lasciato Janie per più o meno lo stesso motivo per cui io lasciai Bob, solo ovviamente non c'erano ex di mezzo per lui.
Ora, quando io ho lasciato Bob sono stata classificata come TROIA, e William ha esplictamente detto a Janie "non farai lo stesso anche tu, vero?".
E il giorno dopo le ha mandato un sms con scritto che le voleva tanto tanto tanto tanto bene, e il giorno dopo ancora.
Quando William ha lasciato Janie, ha passato prima una settimana a ignorarla, e poi l'ha lasciata così, senza un motivo valido, tra quelli detti da lui.
Lui è stato classificato come POVERINO.
Ora, perchè io son la troia, e lui il poverino?
Ora, io so di non essermi comportata bene, ma meglio di William di sicuro, ma del resto, chi può dire com'è giusto che sia fatto quando si vuole chiudere una relazione?
E' sopratutto, chi è che ha deciso che la donna sarà sempre comunque troia, e l'uomo poverino?
martedì, 17 giugno 2008
Sesso, amore? ~ 11:25
Stanotte la mia via per il dormire, è stata lunga e ardua.
MI son bloccata tra i miei pensieri, dopo una giornata passata dallo psicologo bolognese a Bologna.
Mi piace viaggiare, andare a Bologna, spostarmi, ma ogni volta che ne esco da quello psicologo, sono sempre e soltanto confusa.
E in seguito all'incontro di ier, mi sono soffermata a pensare, a cos'è veramente considerabile tradimento, e quanto veramente incida il sesso nella mia vita. E il ragionarci sopra di notte mi ha quasi affranto, in quanto alcuni ragionamenti scaturiti erano non troppo il massimo.
Sono partita col pensare a quanto veramente incida il sesso nella mia vita, ripercorrendo le esperienze passate.
Un viaggio che mi ha portato a tirare fuori sgabuzzini, macchine parcheggiate, orgasmi, rapporti orali, graffi, morsi, manette, sudore, vergogna, piacere, e ogni partner aveva qualcosa di diverso, ogni partner mi ha segnato.
Sì, il sesso ha inciso molto nella mia vita, perchè per quanto squallida sia la cosa, solo facendolo mi son veramente sentita apprezzata da un partner. Che poi a mio volta non ho apprezzato molti miei partner.
E mi son soffermata a pensare a quanto incida il sesso nella mia vita ORA, essendone io in astinenza, nel vero senso della parola.
E non mi son trovata risposta.
Al che ho pensato se sarei mai arrivata a tradire per il sesso. E mi si è formato un bivio mentale.
Tradire mentalmente, tradire fisicamente.
La risposta a ciò è stata, se so che questa persona con cui ho un rapporto, potrebbe darmi qualcosa oltre al sesso, allora tradirei, allora probabilmente non sarebbe neanche tradimento, m rcerca di un rapporto completo.
Se la persona con cui tradirei mi darebbe solo sesso, allora mi terrei la mia storia di adesso, perchè per quanto mi manchi il sesso e non ho mai ritenuto completo un rapporto se non c'era sesso, questastoria mi da sicurezza.
Poi mi sono chiesta, ma l'amore? Dov'è finito l'amore? Ma io lo so cos'è l'amore?
Ma sopratutto, è venuto prima l'amore, o il sesso?
giovedì, 12 giugno 2008
Essere o non essere ~ 18:28
Ad aggravare la mia situazione di sconforto, causata già in precedenza da confusione sentimentale, misto di tristezza adolescenziale varia e rifiuto di me stessa, ci si mette anche la mia non tanto cara genitrice.
La donna è sempre stata ritenuta da me una pazza, e certo i suoi fatti non mi fan cambiare di troppo idea.
Si è resa conto 2 settimane dopo della scomparsa prematura del mio criceto Zombino, urlando a squarciagola di una morte ormai già da me superata, ha urlato piu volte nella notte negando così il sonno a me e mio fratello, ma soprattutto ha fatto l'ultima cosa ch doveva farmi.
Ha buttato via i miei vestiti, perchè a LEI non piacevano.
E così, ieri aprendo il mio armadio, lo trovo spoglio, spoglio della mia essenza. Erano scomparse calze reggicalze, gonne, magliette.
Inutiledire che non ci ho visto più, che ho urlato, sclerato, pianto.
Inutile dire che per quanto non ci abbia visto più, urlato, sclerato, pianto, niente di ciò tornerà indietro.
Per un momento ho placato le gesta di disperazione, dicendomi che solo una persona materialista avrebbe fatto così.
Ma poi mi son resa conto che non si trattava di materialismo, si trattava di me, quella era la mia essenza, il mio apparire, quello che costruivo, che mi faceva in qualche modo stare bene.
Mi ci ero affezionata, perchè in ogni cosa che lei ha buttato c'era un po' di me, avevo ricucito, tagliato, scritto.
Per non pensarci decisi allora di uscire, e ci persimo in un mercoledì sera estivo di ragionamenti contorti, incatenati, senza senso per chi non seguiva adeguatamente.
Su quanto ogni essere umano tenga alla propria immagine. Perchè si alla fine, si dice che come i appare non conta, ma non è del tutto verò, perchè alla fine, l'apparire è un riflesso dell'essere.
E io ero così, ero leopardata, ero minigonna, ero reggicalze.
Il clima non mi ha di certo tirato su di morale.
Continua la mia lotta per dimagrire, continuano i miei casini per cercare qualcosa, che non so neanche io cosa sia, ma vien definita forse, troppo universalmente, felictà.
E non riesco neanche a farmi importare se ferisco o no le persone che intorno. Alla fine a me basta avere accanto la mia Louise, la mia migliore amica, e tutto ha un senso, e il fatto di aver perso mezzo armadio nel percorso, è solo un dettaglio quando facciamo i nostri discorsi e ci perdiamo a ridere.
Ma apparire alla fine, importa così tanto?
mercoledì, 11 giugno 2008
Sex and the city ~ 12:09
"Non sono sicuro"
"Alloranon può andare avanti".
E così si chiude ciò che era il mio sogno, ciò che mi aveva dato motivo di essere, ragione di vita per quei mesi, lui mi aveva fatto scoprire l'amore.
E con lui per la prima volta nella mia piccola vita, con lui feci l'amore.
Avevo già avuto rapporti sessuali, e non pochi e non dai niente, ma con lui si parlava di amore, e non solo di sesso, ed era diciamo una lingua nuova, per me che fino a quel momento avevo visto l'atto sessuale solo come avvinghiarsi penetrando e godendo.
Con lui era passione, era amore, era il completamento di quello che avevamo, che non saprei poi definire cos'avevamo ora.
A tempo suo comunque, era unabellissima, storia d'amore. Una bellissima, forte, storia d'aomre. E l'amore è così, è ridere, piangere, scherzare, parlare, guardarsi, soffrire, stringersi, capire.
E' arte, e io ho anche ritenuto a sua volta, il sesso, arte. Magnifica arte, non individuale, ma completamento del proprio essere, e non solo carnale.
E' l'arte che probabilmente ti porta più vicino ad attaccarti, aggrapparti alla bellezza è l'arte del contatto.
E mi piace tremendamente tanto, mi piacere graffiare, mordere, toccare, sentire la carne fra le dita, sentire la passione fluire, il respiro sul collo, gli sguardi, il acere, essere una cosa sola, perchè alla fine dei conti, il sesso è confluire in una cosa sola. Un completamento , possibile grazie al fatto che madre natura ci ha creati così, ci ha creati completabili, e noi questo lo cerchiamo, questo completarsi, con il piacere.
Che sia dolce, passionale, forte, selvaggio...non importa. Mi piace sempre e comunque tremendamente tanto.
La massima espressione della bellezza, cocktail di passione con finale di eiaculazioni di un orgasmo
disperato.
Mi sono sempre però vergognata di mostrare il mio corpo, il mio orribile corpo.
Cerco sempre modi, giochetti, qualsiasi cosa per mascherarlo, per nascondere questo corpo orribile, questi 50 kg di orrore.
Lo odio, lo odio, passo ogni giorno a torturarlo. Mi piace farmi male, mi piace torturarmi per dimagrire, ma
alla fine il risultato non cambia, qualsiasi cosa faccia nel vano tentativo di migliorarlo, esso non cambia,
e ai miei occhi, e allo specchio, è sempre un orribile corpo.
E' sempre disgustoso, è sempre una sfida con la bilancia, è sempre nausea, è sempre odio.
Me ne vergogno profondamente di quello che sono, di questa mia ricerca continua di un raggiungimento di una bellezza perfetta, nella mia testa, e alla fine sono solo una stupida ragazza, che senza mezzi ma solo fini, vuole questa cazzo di bellezza, che poi non esisterà neanche, ma è tanto bramata da giungere all'odio della mia persona.
Ed è questa ricerca, questo esser incurante d tutto e di tutti pur di raggiungere, che mi distrugge sempre.
E' questa ricerca che mi ha fatto perdere il mio sogno, ciò che mi aveva dato motivo di essere, ragione di
vita per quei mesi, colui che mi aveva fatto scoprire l'amore.
Sarò l'angelo dei tuoi sogni
e il diavolo delle tue passioni.
Inchioderò la tua anima alla mia,
così potrai esistere solo se esisto io.
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